Speciale Agricoltura
Il 2 Ottobre 2007 un gruppo di agricoltori hanno occupato la sala consiliare del comune di Decimoputzu , iniziando uno sciopero della fame per protestare contro l’indifferenza e l’inefficienza dei responsabili politici ed istituzionali regionali alla gravissima crisi agricola.
Cinque agricoltori, due donne e tre uomini, in rappresentanza di tanti altri imprenditori dei vari territori sardi, appartenenti a diversi comparti dell’intero settore agricolo, hanno messo a rischio la propria salute. Infatti una di loro vive il dramma della dialisi. Il tutto per evidenziare il più grave dei problemi agricoli, cioè l’indebitamento e con esso la triste realtà delle tantissime aziende all’asta .
La protesta è stata pienamente condivisa dall’intero Consiglio Comunale che ha posto il problema agricolo al centro della propria attività. La prima delibera 2007 è simbolicamente dedicata alla questione, citandola come “IL PROBLEMA DEI PROBLEMI”, a cui sono seguite tante altre iniziative di animazione e coinvolgimento di tanti altri Consigli Comunali e delle varie associazioni di categoria.
La problematica agricola viene da lontano. Le prime proteste risalgono a fine anni ottanta e non si è mai riusciti a trovare rimedio, oggi probabilmente, ricchi delle tante esperienze negative si è trovato un modo innovativo per destare l’opinione pubblica, la stampa, la televisione e la giusta attenzione dei governanti regionali e nazionali.
Lo sciopero è stato organizzato da un nuovo movimento nazionale “Altragricoltura e Foro Contadino” di cui fanno parte Gianni Fabbris, Gaetano Malannino, Riccardo Piras e Giorgio Matta, che ha coordinato il comitato locale degli esecutati rappresentati da Bruno Cabitza. Uno dei punti vincenti dell’agitazione è la comunicazione fatta in tempo reale tramite internet con il proprio sito in cui sono stati pubblicati i vari comunicati stampa a tutte le testate giornalistiche nazionali. Altro aspetto determinante è stato il fatto di portare lo sciopero nella capitale, coinvolgendo l’istituzione Comunale di Roma. La capitale oltre ad essere sede del Governo nazionale è anche il Comune più grande per numero di cittadini consumatori, ma è anche il più grande Comune agricolo italiano. Dal Comune di Roma è stato facile contattare tutte le istituzioni di entrambe le Camere, tutti i parlamentari sardi, tantissimi Presidenti di Commissioni e tutti i capi gruppo politici, che hanno assunto l’impegno di presentare e sostenere un emendamento alla finanziaria nazionale per il blocco di tutte le aste e l’accantonamento di una cifra di circa 5 milioni di euro per sostenere le spese legali derivanti dalla sospensione dei procedimenti giudiziali.La sospensione permetterà ad un gruppo di lavoro di verificare caso per caso e riattivare positivamente più situazioni possibili.
In queste tre settimane di sciopero a Decimoputzu molte sono state le visite di personalità importanti, dalle più semplici fatte di tanti operatori agricoli provenienti da tutto il circondario, ai tanti giornalisti di varie testate locali e nazionali tra cui ci preme segnalare: Unione Sarda, La Nuova, Il Giornale Di Sardegna, Videolina, Sardegna 1, Rai 3, Oggi, Sole 24 ore, Famiglia Cristiana, Radio Aperta del Lazioe tante altre. Molti Sindaci e rappresentanti vari di amministrazioni locali, Presidenti di Provincie di Cagliari, Medio Campidano, e Sulcis Inglesiente, molti Assessori e consiglieri provinciali, molti consiglieri e capi Gruppo regionali, parlamentari, l’Assessore Regionale all’Agricoltura F.Foddis e il Presidente R. Soru.
Con i massimi responsabili istituzionali della Regione, che malgrado i loro tanti impegni, si sono presentati in Comune per incontrare gli scioperanti e l’Amministrazione locale per trovare risposte al grave problema. Entrambi hanno raccontato agli agricoltori tutte le iniziative fatte in merito ai problemi in questione e purtroppo fino ad ora non è stato possibile raggiungere l’obiettivo sperato. Le Banche, pur mostrandosi disponibili al dialogo non sono mai convenute ad una qualsiasi proposta concreta, ponendo in seria difficoltà la credibilità stessa della Giunta Regionale. Sia il Presidente che l’Assessore si sono resi ufficialmente disponibili a ripercorrere la stessa ipotesi fatta con il Banco di Sardegna fallita miseramente nel 2006.
Gli agricoltori non soddisfatti della mancanza di prospettiva regionale stanno continuando a protestare percorrendo strategie alternative che tramite gli organi istituzionali nazionali forzino lo stato di immobilismo in cui siamo stati costretti tutti, per troppo tempo, a convivere.
Una cosa è certa il sistema socio-economico isolano è fortemente in crisi, tutte le imprese agricole, comprese tutte quelle attività collegate strettamente al settore primario, sono in parte morte o in profondo stato di coma e per la restante parte si trovano ormai allo stremo delle forze, fortemente confuse e senza speranza.
Qualsiasi futuro economico ipotizzato da chiunque vada a governare nei prossimi anni la Sardegna non potrà assolutamente prescindere dalle produzioni agroalimentari locali, pertanto, è indispensabile e urgente ricominciare a trovare soluzioni valide capaci nel brevissimo tempo a riaprire spiragli percorribili.
Serve, secondo il mio personale parere, un potere politico determinato a salvare il settore agricolo, capace di muoversi in stretta armonia con la base produttiva, con le OO.SS., per focalizzare insieme un progetto reale di ripresa, sfruttando e valorizzando il grande patrimonio umano ancora esistente nell’imprenditoria privata e tutte le risorse umane disponibile nell’apparato regionali.
Il primo problema Politico è la voglia di fare realmente sviluppo con le risorse disponibili, basta con le scuse e con le altrettante finte mosse che fanno trascorrere il tempo a vuoto sprecando ogni occasione utile e soprattutto rendendo vane le grosse opportunità economiche provenienti dalle casse comunitarie, che fino a prova contraria spendiamo male o non spendiamo per niente.
Lo sciopero degli agricoltori di Decimoputzu ha prodotto, ad oggi, diversi risultati vedi la grande sensibilizzazione dell’opinione pubblica nazionale, ed il coinvolgimento di tanti parlamentari appartenenti alle due Camera, Deputati e Senatori che hanno prodotto due documenti importanti:
- nel Senato all’unanimità tutti i gruppi politici hanno presentato un emendamento alla finanziaria per bloccare tutte le aste riguardante i debiti di tutte le aziende agricole Sarde per sei mesi con un accantonamento di 5 milioni di euro per le spese legali;
- la commissione agricoltura della camera all’unanimità ha presentato una risoluzione per impegnare il Governo Nazionale per dichiarare lo stato di emergenza socio-economica della Sardegna in base all’art.5, comma 1, della L.N. 24 febbraio 1992, n° 225.
Inoltre, nei prossimi giorni a Decimoputzu verrà Beppe Grillo per manifestare con Noi e con tutti quelli che hanno ancora voglia di cambiare le cose che non rispettano le principali regole del buon senso.
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